Un agitato lunedì di paura

Il governo Monti sta ultimando la preparazione delle misure per il riequilibrio del bilancio e il rilancio della crescita che fanno parte dei suoi compiti essenziali oramai non più dilazionabili, sicché è necessario esser di manica larga nel giudicare il merito dei provvedimenti.
13 AGO 20
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Il governo Monti sta ultimando la preparazione delle misure per il riequilibrio del bilancio e il rilancio della crescita che fanno parte dei suoi compiti essenziali oramai non più dilazionabili, sicché è necessario esser di manica larga nel giudicare il merito dei provvedimenti. Ma resta il fatto che alcune delle proposte emerse finora suscitano alcune perplessità, perché sembrano andare in una direzione contraria a quella necessaria.
L’idea di pagare mediante obbligazioni statali i debiti che la Pubblica amministrazione ha nei confronti delle imprese accrescerebbe l’ammontare di titoli del Tesoro che vanno collocati sul mercato nel 2012, che sono circa 200 miliardi a medio e lungo termine e altrettanti a breve o biennali. Poiché la Bce ne potrebbe acquistare un centinaio sul mercato secondario e altrettanti il Fondo europeo di stabilità, è evidente che l’immissione di questi altri titoli sul mercato metterebbe a rischio la stabilizzazione delle istituzioni europee. La via maestra è, invece, quella di cartolarizzare questi crediti, per renderli utilizzabili in banca per ottenere liquidità.
C’è poi la proposta di una super Ici sulla prima casa e, con modulo progressivo, sulla seconda, che non si capisce come possa contribuire al risanamento del bilancio o a fornire mezzi per ridurre le imposte sul lavoro e sulle imprese, dato che il provento andrebbe agli enti locali. In quel modo si ridurrebbero poi i trasferimenti statali agli enti locali, dato che l’Ici sulle seconde case va soprattutto ai comuni turistici e quella sulle prime case si distribuisce irregolarmente fra gli altri? Non si rischia un aumento delle spese della finanza locale? Infine, particolarmente controindicato, c’è il progetto di una patrimoniale mai richiesta in sede europea, ma destinata solo a compiacere la sinistra. Essa duplicherebbe l’Ici, anzi la triplicherebbe sugli immobili, visto che è stato messo in conto un aumento del 15 per cento degli estimi catastali.
Essa se va a cadere sui depositi bancari e sui portafogli di titoli può creare un nuovo esodo di capitali, dando la sensazione che si comincia sopra il milione ma, creato il precedente, poi si scenderà sotto. E se è vero che la crescita non si fa per decreto, è certo che per propagare incertezza basta un decretino.